Il legame fraterno nei miti e nelle fiabe

I miti

I miti riflettono il sentire morale dei popoli lungo il corso della loro storia. Essi sono i “depositari-trasmettitori” dell’insieme di valori e di modelli di comportamento che ha adottato l’uomo nei differenti periodi storici. Inoltre, essi operano come soluzione di problemi cosmogonici, spirituali e sociali e formano parte della temporalità dell’atto, che fa sì che tutto il tempo passato sia un presente possibile.

 Mythos ha in Omero il significato di “parola”, “discorso”, mentre, in ambito filosofico, acquisisce il significato di “racconto che non necessita di dimostrazione”, in contrapposizione a lógos, che designa un’argomentazione razionale (Capodieci, 2003). Esso pone i significanti chiave nella fondazione della cultura che gli è propria, essendo un tessuto di rappresentazioni immaginarie del mondo intorno al quale ogni insieme sociale si organizza.

Il valore dell’esperienza fraterna traspare dal mito, che non fu semplice espressione poetica, ma fattore basilare per il fiorire di civiltà come quella egizia o greca. I miti non sono, infatti,  inventati da un singolo poeta, ma questo li trova già pronti nella memoria collettiva del popolo a cui appartiene (Capodieci, 2003).

Il mito è uno dei principali strumenti deputati alla trasmissione e all’insegnamento delle regole sociali. Esso è inoltre un modo di pensare che si sviluppa non attraverso schemi logici, ma per immagini.

Come ha ampiamente dimostrato la psicoanalisi, il pensiero mitico non è solo esclusiva delle civiltà arcaiche, ma sussiste in ogni individuo come schema profondo della mente: il sogno ne è la dimostrazione, in quanto si riconosce in esso non solo il linguaggio visivo ed immaginario, ma anche lo stretto legame esistente tra vita psichica inconscia ed elementi costitutivi del mito (simboli, rituali, metafore).