Articoli

Unioni e Matrimoni misti. La convivenza possibile fra persone di culture e religioni diverse

Sicuramente sono tanti gli argomenti da trattare sulle coppie miste. Cercherò di affrontare alcuni aspetti psicologici e relazionali riguardanti le coppie miste, sui quali, a mio giudizio, non si riflette a sufficienza.

L’inserimento di una persona in un paese diverso da quello di origine, può essere facilitato dalla flessibilità del paese ospitante o, viceversa, ostacolato dalla sua rigidità, ma anche la propria realtà interiore gioca un ruolo importante nel determinare l’esito del processo di integrazione.

Il paradigma fraterno nel tessuto sociale

“Los hermanos sean unidos / porque ésa es la ley primera

 tengan unión verdadera / en cualquier tiempo que sea,

porque, si entre ellos pelean, /  los devoran los de ajuera.”[1]

El Martín Fierro, José Hernández (1834 – 1886)

 

Con questi versi si delinea la chiusura del poema “gauchesco” [2] di maggior fama del poeta e giornalista argentino José Hernández, in cui il suo protagonista, il gaucho Martín Fierro, lascia una sorta di testamento spirituale ai suoi due figli. Esortandoli a mantenere un’unione “vera”, li mette al contempo in guardia contro “quelli di fuori”, ovvero coloro che non condividono il loro intrinseco legame di sangue. L’autore, tramite i suoi versi, sottolinea così una sostanziale e biologicamente data linea di demarcazione tra il gruppo familiare ed i legami socialmente acquisiti. Il “gruppo” su cui fare affidamento è esclusivamente quello familiare, e nella fattispecie quello fraterno, in quanto destinato generalmente a sopravvivere al legame parentale-filiale. Fuori da questo vincolo sanguineo esiste soltanto una sorta di freddo e crudele darwinismo sociale, che “divora” i più deboli, coloro i quali non rispettano la prescrizione paterna dell’unione tra i fratelli. “Los hermanos sean unidos…” si riferisce al fatto che i fratelli sono esortati ad impegnarsi attivamente a mantenere una relazione di unione, altrimenti la frase scelta dall’autore sarebbe stata: “Los hermanos son unidos…”. Questo implica che la costituzione ed il mantenimento del legame di fratellanza richiedono un reciproco e costante impegno, all’interno di quella che possiamo chiamare una “costruzione partecipata” del legame stesso.

L’eco del monito di Hernández risuona ancora oggi con la stessa forza originaria, anzi, mai come nell’epoca contemporanea la tematica della fratellanza è così cruciale per il superamento delle profonde trasformazioni strutturali della civiltà occidentale che colpiscono l’organizzazione sociale ed i coinvolgimenti emotivi dei legami familiari. Come scrive René Kaës:

«[…] il disgregamento della struttura nucleare della famiglia è l’ultimo atto del declino del potere e della funzione paterna, e questo […] è effetto delle trasformazioni economiche, ecologiche e politiche sviluppatesi nell’Europa del XIX secolo» (Brunori, 1996).

Con l’avvento delle istituzioni democratiche e i loro influssi retroattivi sul sistema famiglia, di cui il problema del fraterno rappresenta la manifestazione psicosociale più evidente, si assiste alla rottura dell’istituzione politico-familiare del sistema padre-sovrano/figlio-suddito e vediamo riemergere, con i relativi connotati archetipici e mitologici, uno dei più significativi paradigmi della nuova politicità: la lotta tra i fratelli, o, per dirla con le parole di René Girard (2006), quello della rivalità mimetica.

La psicoterapia psicoanalitica. Una breve introduzione al nostro metodo

17-psicologoLa psicoterapia è uno speciale metodo di indagine e trattamento dei disturbi della sfera psichica, la quale ha come principali strumenti operativi l’ascolto e la parola, collocati all’interno di una relazione. Può essere condotta unicamente da psicologi e medici abilitati a farla oppure in stato avanzato di formazione, in questo caso sotto la supervisione clinica dell’istituto che li forma.

La psicoterapia non è una sola. Ne esistono di diversi orientamenti, a seconda dell’approccio usato allo studio del funzionamento mentale, con conseguenti differenze anche metodologiche. Questo perché, sebbene il cervello umano segua dei principi biologici di funzionamento, quindi osservabili con neuro-immagini (TAC, PET, fRMI) e di conseguenza “oggettivabili”, per ciò che concerne la mente, intesa come apparato psichico, dobbiamo far ricorso allo studio indiretto delle sue funzioni tramite la “osservazione” dei suoi prodotti: comportamenti, atteggiamenti, pensieri, sentimenti, percezioni, sogni, modalità relazionali, etc. Ne consegue, che a seconda dei “prodotti mentali” che si prendono come riferimento, si affineranno metodi e tecniche diversi di approccio al normale e al patologico. Ecco che nascono approcci psicoterapeutici specializzati nello studio e nella correzione dei comportamenti, chiamati “cognitivo-comportamentali”, oppure focalizzati sugli aspetti comunicativi delle relazioni familiari, come la psicoterapia cosiddetta “sistemico-relazionale”. Infine, c’è una particolare forma di psicoterapia che trae i suoi costrutti teorici e molti aspetti pratici dalla psicoanalisi, ovvero la psicoterapia psicoanalitica.

L’importanza della consultazione psicologica in adolescenza

346px-Puberty_(1894-95)_by_Edvard_MunchSappiamo che l’adolescenza è un momento particolare in cui i cambiamenti fisici e psicologici sono notevoli: aumentano le pressioni istintuali, il corpo diviene adulto, ma anche se le esperienze fisiche sono quelle ormai di un giovane adulto, la mente rimane pur sempre quella di un/a ragazzino/a.

E’ di fondamentale importanza, quindi, per l’individuo, avere acquisito una discreta capacità di integrazione, in particolare delle pressioni istintuali con il vissuto mentale, ovvero il desiderio, la quale però non è di scontata acquisizione.
La capacità di elaborare ed integrare mentalmente i cambiamenti tipici dell’adolescenza è alla base di ciò che viene definito come “rimaneggiamento intrapsichico” degli affetti, delle identificazioni, delle rappresentazioni e dell’immaginario dell’adolescente, in cui si cambia il rapporto con se stessi e con gli altri. Questo lavoro è sempre più difficile per i nostri adolescenti, in quanto la società in cui viviamo è fortemente narcisistica: i padri hanno perso autorevolezza e la società è divenuta sempre meno genitoriale e i ragazzi hanno difficoltà nell’acquisizione della loro identità. Queste difficoltà possono portare ad una crisi adolescenziale di tipo patologico.